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ott
Fattura elettronica le richieste dei fornitori

Blog - Fatturazione elettronica

Fattura elettronica le richieste dei fornitori

Sempre più frequentemente stanno arrivando alle aziende, da parte dei propri fornitori, richieste di comunicare le modalità con cui intendono ricevere la fattura elettronica e conseguentemente la richiesta di fornire l’indirizzo PEC o il codice identificativo.

Il sistema di fatturazione elettronica prevede che la fattura in formato .xml venga inviata dal soggetto emittente allo SDI (Sistema Di Interscambio) dell’Agenzia delle Entrate. Una volta ricevuto il file contenente la fattura o un lotto di fatture, il SDI effettua diversi controlli, superati i quali inoltra la stessa al destinatario.

Ma in che modo viene recapitata la e-fattura ?

Il recapito al soggetto destinatario può avvenire sostanzialmente con due canali distinti:

  • con invio sulla propria PEC
  • utilizzando un web service che altro non è che un portale telematico accreditato presso l’Agenzia delle Entrate il quale viene da quest’ultima identificato a mezzo di un codice alfanumerico di 7 cifre.
    Tale portale può essere esclusivo di una singola azienda (di solito di grandi dimensioni) oppure anche fungere da aggregatore per una serie di aziende (soluzione adottata da diverse software house e studi professionali che poi si occuperanno di smistare le fatture tra i diversi soggetti aderenti, aventi tutti lo stesso codice identificativo).

Compresi ora i canali per mezzo dei quali la e-fattura raggiunge il destinatario risulta chiaro quanto i fornitori con le proprie richieste intendono conoscere per poter aggiornare le anagrafiche dei propri clienti.

 

Non tutti i titolari di partita iva sono però obbligati ad emettere le e-fatture, come accade ad esempio per chi rientra nel regime dei minimi o dei forfettari. In questo caso basterà comunicare al proprio fornitore che si rientra in uno di quei regimi, e conseguentemente il fornitore compilerà l’anagrafica con codice a sette cifre convenzionalmente compilato con sette zeri, e null’altro.

La soluzione per rispondere comunque a breve al fornitore, e anche per snellire l’intero processo, può essere quella di comunicare che si procederà con la registrazione del recapito preferenziale all’Agenzia delle Entrate. 
In pratica, una volta scelto il canale sul quale si intende ricevere le fatture sarà sufficiente entrare sulla piattaforma Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate  ed andare nell’apposito link per

memorizzare (operazione non obbligatoria ma consigliata) il proprio recapito preferenziale, sia che si tratti di PEC che di ID a 7 cifre. 
Così facendo, indipendentemente da quale informazione il nostro fornitore indichi quale recapito nella propria anagrafica, la fattura perverrà sempre e solo sul canale registrato in Agenzia delle Entrate.

Tale operazione avrà inoltre un secondo beneficio nel caso in cui in futuro si decidesse di cambiare recapito, in quanto, variandolo “a monte” sul Sistema di Interscambio, non sarà necessario avvisare nuovamente tutti i fornitori dell’intervenuta variazione e preoccuparsi che ne abbiano preso buona nota.

 

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