03
feb
Chiarimenti fatturazione elettronica

Blog - Fatturazione elettronica

CHIARIMENTI SU FATTURAZIONE ELETTRONICA

 

 1)    DATA DOCUMENTO

 2)    AUTOFATTURA

 3)    REGISTRAZIONE FATTURE ACQUISTO

 4)    APPLICAZIONE IMPOSTA DI BOLLO DA € 2,00

  

 

1)    DATA DOCUMENTO

 

Fatture Immediate:

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti specificando che, a differenza di quanto inizialmente indicato, solo nel periodo transitorio fino al 30/06/2019, la data da indicare nella Fattura Elettronica è quella dell’effettuazione dell’operazione (ovvero data di consegna della merce o data di pagamento dei servizi).

Fino al 30/06/2019 sarà possibile trasmettere le fatture entro il termine previsto per la liquidazione periodica senza incorrere in sanzioni.

 

Esempio 1 - MERCI:

consegna merce in data 28/01/2019.

            La data da riportare in fattura è il 28/01/2019.

È possibile trasmettere la fattura fino al 16/02/2019 (per i contribuenti mensili) oppure fino al 16/05/2019 (per i contribuenti trimestrali)

 

Esempio 2 – SERVIZI:

            pagamento servizio in data 20/01/2019.

La data da riportare in fattura è il 20/01/2019 (è possibile emettere fattura antecedente al pagamento)

È possibile trasmettere la fattura fino al 16/02/2019 (per i contribuenti mensili) oppure fino al 16/05/2019 (per i contribuenti trimestrali)

 

 Fatture Differite (consegna merce con DDT e fatturazione successiva):

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti indicando che sul documento si dovrebbe inserire la data di effettiva trasmissione, tuttavia dal momento che fino al 30/06/2019 non sono previste sanzioni e per motivi di semplificazione gestionale, suggeriamo ai Sigg. clienti di indicare nella Fattura Elettronica la data della fine del mese di emissione dei DDT.

Fino al 30/06/2019 sarà possibile trasmettere le fatture entro il termine previsto per la liquidazione periodica senza incorrere in sanzioni.

Ad esempio, per le fatture contenenti le consegne effettuate a gennaio, occorrerà indicare la data del 31/01/2019 e trasmettere i documenti entro il  16/02/2019 (per i contribuenti mensili) oppure entro il 16/05/2019 (per i contribuenti trimestrali).

 

2)    AUTOFATTURA

 Per l’emissione delle Autofatture occorre distinguere le seguenti casistiche:

 a)     Autofatture emesse per operazioni riferite all'uscita dei beni dalla sfera d'impresa o professionale, quali l'autoconsumo, l'assegnazione ai soci e la destinazione a finalità estranee all'esercizio dell'impresa. A tali operazioni si aggiungono quelle riferite agli omaggi (di beni propri dell'attività d'impresa e di quelli estranei ma di valore unitario superiore ad euro 50), nonché le estrazioni dei beni dai depositi Iva.

In relazione a tutte queste ipotesi di autofattura, l'Agenzia ha precisato che il documento in formato Xml deve essere emesso con lo stesso codice utilizzato per le operazioni ordinarie (TD01).

 b)     Autofatture emesse a norma dell'articolo 6, comma 8, D.Lgs. 471/1997, riferita alla mancata ricezione della fattura da parte del fornitore entro 4 mesi dall'effettuazione dell'operazione.

Unicamente in tale ipotesi deve essere utilizzato il codice TD20 per l'invio dell'autofattura tramite Sdi, il quale sostituisce anche il precedente obbligo di consegna della copia dell'autofattura all'Agenzia delle entrate.

 c)      Autofatture emesse in qualità di debitore del tributo a seguito di acquisti di beni e servizi, rilevanti territorialmente in Italia, presso soggetti passivi stabiliti in altri Stati (anche se identificati in Italia), ai sensi dell'articolo 17, comma 2, D.P.R. 633/1972, non si pone alcun obbligo di emissione in formato elettronico trattandosi di operazioni

effettuate con controparti non stabilite ai fini Iva in Italia (Pur non essendoci obbligo, lo Studio consiglia comunque l’emissione in formato elettronico e la trasmissione allo SDI)

Per tali acquisti le operazioni devono essere indicate nel cd. "esterometro" con cadenza mensile unitamente alle altre operazioni con l'estero.

Anche per tali operazioni, precisa ora l'Agenzia, si deve utilizzare il codice identificativo

ordinario (TD01).

 

3)    REGISTRAZIONE FATTURE ACQUISTO

L’articolo 14 del decreto interviene sui termini di detrazione dell’IVA, modificando l’articolo 1, comma 1, del D.P.R. n. 100 del 1998. Detto articolo stabilisce ad oggi che:

-          entro il giorno 16 di ciascun mese,

-          il contribuente determina la differenza tra l'ammontare complessivo dell'imposta sul valore aggiunto esigibile nel mese precedente (risultante dalle annotazioni eseguite o da eseguire nei registri relativi alle fatture emesse o ai corrispettivi delle operazioni imponibili) e quello dell'imposta (risultante dalle annotazioni eseguite, nei registri relativi ai beni e dai servizi acquistati, sulla base dei documenti di acquisto di cui è in possesso) per i quali il diritto alla detrazione viene esercitato nello stesso mese, ai sensi dell'articolo 19 del "decreto IVA.

La modifica attuata dall’articolo 14 mantiene la simmetricità del procedimento di fatturazione, accompagnando, ai mutati termini per l’emissione del documento, illustrati con riferimento all’articolo 11, un maggior margine per la detrazione dell’imposta, che diventa possibile anche per le fatture di acquisto ricevute e annotate entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, in riferimento allo stesso mese (con l’unica eccezione delle fatture di acquisto relative ad operazioni effettuate nell’anno precedente, per le quali l’IVA deve essere detratta nell’anno di ricezione del documento).

La registrazione delle fatture di acquisto dovrà essere effettuata con data non antecedente a quella di ricezione della fattura.

Lo Studio consiglia, al fine di evitare errori nella liquidazione dell’IVA fino al 30/06/2019, di detrarre l’IVA in riferimento al mese della data di emissione della fattura. Ad esempio: fattura fornitori con data 29/01/2019 ricevuta in data 08/02/2019: la registrazione dovrà essere successiva alla ricezione e l’IVA potrà essere detratta con riferimento alla liquidazione di gennaio.

 

4)    APPLICAZIONE IMPOSTA DI BOLLO DA € 2,00

 Sono soggette alla marca da bollo tutte le fatture (ex articolo 13 Allegato A Tariffa Parte Prima D.P.R. 642/1972) aventi un importo complessivo superiore a 77,47 euro non assoggettato da Iva, quali:

-          le fatture fuori campo Iva, per mancanza del requisito oggettivo o soggettivo (articoli

2, 3, 4 e 5, D.P.R. 633/1972);

-          le fatture fuori campo Iva ex articoli da 7-bis a 7-septies D.P.R. 633/1972, per mancanza del requisito territoriale;

-          le fatture non imponibili per cessioni ad esportatori abituali che emettono la dichiarazione d'intento (articolo 8, comma 1, lett. c), D.P.R. 633/1972);

-          le fatture non imponibili, in quanto operazioni assimilate alle cessioni all'esportazione (articolo 8-bis, D.P.R. 633/1972), quali cessioni di navi, aeromobili, apparati motori o componenti destinati a navi e aeromobili e prestazioni di servizi destinati a questi ultimi (R.M. 415755/1973 e 311654/1984);

-          le fatture non imponibili per servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali (articolo 9 D.P.R. 633/1972, ad eccezione delle fatture relative a servizi internazionali che siano diretti esclusivamente a realizzare l'esportazione di merci (Risoluzione 290586/78), che sono pertanto esenti da bollo;

-          le operazioni esenti (articolo 10 D.P.R. 633/1972);

-          le operazioni escluse (articolo 15 D.P.R. 633/1972);

-          le fatture emesse dai contribuenti in regime dei minimi e forfettario.

Sulla fattura elettronica va indicata la dicituraassolvimento virtuale dell’imposta di bollo ai sensi del D.M. 17.6.2014compilando il campo “Dati bollo” presente nella sezione “Dati generali” del file xml.

 

Si fa presente inoltre che il soggetto emittente la fattura può, a sua discrezione, richiedere al cliente il rimborso dell’imposta di bollo assolta; in tal caso occorrerà inserire, in aggiunta a quanto sopra riportato, un apposito rigo nella fattura elettronica per l’addebito al cliente dell’imposta di bollo con riferimento all’art.15 DPR 633/1972.

 

Il pagamento dell'imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare è effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo. A tal fine, l'Agenzia delle entrate rende noto l'ammontare dell'imposta dovuta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio di cui all'art. 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, riportando l'informazione all'interno dell'area riservata del soggetto passivo Iva presente sul sito dell'Agenzia delle entrate.

Il pagamento dell'imposta può essere effettuato mediante il servizio presente nella predetta area riservata, con addebito su conto corrente bancario o postale, oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall'Agenzia delle entrate.

 

Lo Studio rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti.

 

 

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